lunes, 25 de enero de 2010

Aspettando la "prima"- Corriere della Sera

Il San Carlo restaurato riapre con Ronconi

NAPOLI - Antico e nuovo di zecca. Così il Massimo napoletano riapre le porte alla città. E mercoledì sera sontuosa prima con l'opera mozartiana «La clemenza di Tito» diretta da Luca Ronconi e, per l'orchestra, da Jeffrey Tate.
«Rinasce il San Carlo , è un nuovo San Carlo . Il teatro più bello d’Europa e del mondo è ora anche tra i più moderni e competitivi. Per Napoli è un grande salto di qualità». Così il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino presentando alla stampa la fine dei lavori di restauro del teatro di San Carlo di Napoli per i quali la Regione ha investito 65 milioni di euro.

LA PRIMA - È atteso anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano, mercoledì sera, 27 gennaio prossimo, per l'apertura della stagione teatrale del massimo partenopeo. In scena la prima de «La Clemenza di Tito» di Mozart, diretta da Jeffrey Tate, per la regia di Luca Ronconi.

Tra il pubblico - superesauriti i biglietti in vendita - ci saranno il cardinale Crescenzio Sepe, il ministro della cultura Sandro Bondi e sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta. L'opera di Mozart, sebbene in italiano, avrà sopratitoli in italiano perché, spiegano dal Massimo, gli spettatori non conoscono più i libretti così, ogni messinscena della stagione, indipendentemente dalla lingua, avrà sempre suoi sopratitoli.

LA RISTRUTTURAZIONE - «Il teatro è tutto ristrutturato - ha aggiunto Bassolino - grazie alla competenza dell’architetto Elisabetta Fabbri e vorrei sottolineare che gran parte delle maestranze sono napoletane. Chi frequentava il San Carlo fino a pochissimo tempo fa si renderà conto che il teatro è tornato grande e bello come una volta ma ora è più moderno e più competitivo. Mi sembra giusto sottolineare anche - ha aggiunto Bassolino - la grandissima efficienza che abbiamo avuto nei tempi di realizzazione del restauro davvero senza confronto anche dal punto di vista amministrativo nell’uso programmato delle risorse pagando tutto nei tempi previsti. Il nostro è un grande esempio consapevoli dell’importanza che la cultura riveste per la nostra città e in un momento difficile per l’economia italiana, regionale e cittadina. Il San Carlo è un grande ambasciatore di Napoli nel mondo. Ora ci attendiamo grandi risultati da una programmazione di altissimo livello».

LA SFIDA DELL'ACUSTICA - «Una delle sfide più importanti da vincere per il restauro del teatro di San Carlo - ha detto Bassolino - è stata quella di mantenere intatta e, se possibile, migliorare l’acustica non solo della sala grande ma anche di quella prove. Una sfida, che è stata vinta anche a detta dei grandi maestri che in questi giorni sono venuti a trovarci». «Ho sempre sentito dire da maestri come Riccardo Muti, Salvatore Abbado e Roberto de Simone ma anche da altri grandi direttori d’orchestra - ha continuato il governatore - che il San Carlo non era solo tra i più bei teatri al mondo ma che era un teatro importante anche dal punto di vista della resa acustica».

«IL CONFORTO DI MUTI» - Lo spinoso problema dell'acustica ha però trovato presto una soluzione: «Fra i dubbi iniziali - ha detto Bassolino - in fase di programmazione dei lavori di restauro, quindi, l’acustica era quella che più ha fatto discutere. Poi è stato proprio Riccardo Muti, che ci è molto vicino, a dirci che alla fine dei lavori effettuati il risultato acustico è davvero straordinario. Il restauro del San Carlo corrisponde al suo rilancio promozionale perché potrà offrire nuove opportunità di lavoro, scambi con altri teatri e si potrà ospitare le più importanti produzioni internazionali. Si apre una fase nuova da tutti i punti di vista».

L'ULTIMA COMPOSIZIONE DI MOZART - «La clemenza di Tito» di Wolfgang Amadeus Mozart da un libretto di Pietro Metastasio ebbe una grande fortuna nel Settecento e dopo. Eppure alla moglie di Leopoldo II, Maria Luisa di Borbone l'opera al suo debutto non piacque affatto se la definì: «una porcheria tedesca in lingua italiana ». Ma la Borbone ce l'aveva con Caterino Mazzolà che non si era limitato a rinfrescare il vecchio libretto di Metastasio ma «stravolto». L'opera K 621 - «La clemenza di Tito», appunto - è l'ultima composizione del genio salisburghese (musicata su libretto di Caterino Mazzolà, a sua volta basato su un melodramma del 1734 di Pietro Metastasio). La prima rappresentazione si tenne al Teatro degli Stati di Praga il 6 settembre 1791 in occasione dei festeggiamenti per l'incoronazione di Leopoldo II a re di Boemia.

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